La Chimica impegna sempre più risorse nella sostenibilità e nell’innovazione per la competitività

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L’industria chimica continua ad essere uno dei settori manifatturieri più virtuosi in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro con diminuzione di infortuni e malattie professionali del 5 – 6% annuo negli ultimi sette anni. Ha inoltre già ridotto le emissioni di Gas Serra del 55% e migliorato l’efficienza energetica del 57% rispetto al 1990; ciò significa che le imprese chimiche sono, di fatto, già in linea con gli obiettivi che l’Unione europea si è data non solo per il 2020 ma anche per il 2030. Le imprese chimiche agiscono già secondo quanto previsto dal paradigma dell’Economia Circolare: prevengono, per quanto possibile, la produzione dei rifiuti, destinano il 23% al riciclo e il 39% al ripristino ambientale, ricorrendo solo in minima parte allo smaltimento in discarica (9,1%). Un impegno complesso di responsabilità sociale, ambientale ed economica del management delle imprese chimiche. Si tratta di investimenti ingenti, che hanno ricadute molto significative, non solo per il settore: la Chimica genera sviluppo sostenibile anche lungo la filiera produttiva, con un impatto decisivo per tutto il sistema manifatturiero. In questo modo ai settori a valle si trasferiscono tecnologia, innovazione e sostenibilità ambientale e quindi anche competitività. Senza dimenticare che le innovazioni della Chimica possono avere riflessi molto diretti sulla migliore qualità della vita di tutta la società.